Io e il grande fiume

Il rapporto di William Bertoia col Tagliamento è intimo e totale

“Conobbi il Tagliamento da bambino. Mia madre d’estate mi portava in bicicletta la mattina prestissimo a respirare l’aria fine e fresca, prima che il sole riscaldasse le distese sassose. Il risveglio della natura, dall’aprirsi dei fiori al correre degli animali fino al volo degli uccelli, era e lo è tuttora, uno spettacolo unico”. Durante quelle lunghe passeggiate sulle barene ai bordi delle correnti d’acqua, divise come degli immensi e sinuosi rami, William Bertoia il fondatore della Friul Mosaic, imparò dalla madre ad eseguire semplici giochi di abilità con i sassolini del fiume. Anzi del Grande Fiume.
Il vastissimo greto sassoso del Tagliamento è stato infatti nel corso dei secoli una fondamentale risorsa per la costruzione di case rurali, strade, ponti, cinte murarie e castelli della regione friulana.Ancora oggi le sue ghiaie e le sue sabbie resistentissime altamente silicee vengono utilizzate nell’edilizia. Così, dalle prime composizioni con i piccoli sassi sulla sabbia e a quelle realizzate in casa con i cubetti trovati in due sacchetti nel sottoscala, nacque la passione per il mosaico. “Mestiere ed arte che furono di mio nonno Pietro, terrazziere e mosaicista già ai tempi dell’impero austro-ungarico, del quale i sacchetti erano la sola eredità che mi rimase”. La conoscenza dei sassi e l’apprendimento della tecnica del mosaico avvenne in seguito con la formazione rigorosa acquisita frequentando la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. La Scuola, una vera eccellenza nel settore, fu istituita nel 1922 e in quasi un secolo di vita ha preparato migliaia di operatori che hanno diffuso la tradizione musiva italiana in tutta Europa. “Le prime lezioni  – ricorda William –  consistevano nella discesa al fiume per scegliere, sotto la guida del maestro, i sassi più compatti e tagliabili con la martellina, l’attrezzo principe dei mosaicisti”. Le dolomie compatte, le silici vulcaniche, le arenarie colorate sono ancora lì come un tempo ad attendere che un occhio attento e una mano esperta le raccolga, per tagliarle e inserirle in nobili composizioni destinate a decorare spazi e superfici. I materiali, una volta portati in laboratorio, vengono ridotti in grosse fette e poi a cubetti o tessere, con l’aiuto del tipico martello con doppio taglio forgiato in acciaio speciale dalla forma di arco ribassato.
Da sempre il rapporto di William Bertoia col Tagliamento è intimo e totale.

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